martedì 1 settembre 2009

Luca

Che meravigliosa scoperta.

SCEC a colori!

mercoledì 5 agosto 2009

Sudore

Ciò che colpisce è la straordinaria a ttualità di questo libro che, pubblicato nel 1954, nasce da appunti presi da Amado nel 1928.


lunedì 3 agosto 2009

risveglio


Risveglio


Risveglio,
inserito originariamente da una Debora StORdyta.

giovedì 30 luglio 2009

Scarabocchi

Finalmente 2 dritte per fare meglio i miei scarabocchi quotidiani.
Chissà che questo scarabacchiare non m'ispiri qualcosa di positivo...

mercoledì 29 luglio 2009

Giorni tristi di lutti troppo giovani. Giorni di rabbia nucleare. Di insofferenza verso chi se ne frega. Anche insofferenza di me e della mia superficialità.

E poi c'è questo amaro far niente. E la soluzione che non trova posto nella mia testa. Vorrei cogliere al volo questa occasione di uscire. Ma poi dove potrò entrare? E se non entro in tempo per vivere? E se esco ancor di più dal mio mondo? Se mi svendo, se perdo tutto quello che ho fatto. Se non trovo il modo per ricominciare. Per far venir fuori il meglio di me, per me. La mia banca vince e si prende la casa.. e io?? Posso continuare così per quanto?? Però proprio non ci voglio andare lì.. proprio non voglio rimanere legata a quelle 4 lettere di merda. Né svendermi per loro.
Sono in ferie da un mese. E il mare l'ho visto poco. Pigrizia. E pelle che si screpola, abbronzatura che se ne va. Io mi sento sempre insoddisfatta. Sento un peso. Non mi sto godendo questo tempo libero. Non ho concluso niente. Niente mi entusiasma.
Non so di cosa ho bisogno.
O forse si.
Un uomo ricco che mi mantenga.

lunedì 27 luglio 2009

Scritto sul corpo

Difficile scrivere di un libro per me. Difficile poi quando è così piccolo. Direi interessante e piacevole. Per me soprattutto che sono interessata a scoprire come gli altri vivono le loro "diversità"... visto che ai più così piace chiamare ciò che non è conforme ai loro standard.

Nucleare? No grazie

Il nucleare conviene: vero o falso?
Quando si parla di convenienza del nucleare, ci si riferisce al solo costo del combustibile impiegato, che è più basso rispetto alle altre fonti di energia. Il costo finale dell’elettricità
dipende, però, anche da altri fattori quali l’investimento iniziale per la realizzazione dell’impianto, la manutenzione, lo smaltimento dei materiali residui. Nel nucleare, il costo maggiore è rappresentato dalla realizzazione dell’impianto, un ingente investimento che può essere recuperato solo dopo 15-20 anni di attività. I costi di costruzione di una centrale nucleare oltre ad essere i più alti, rispetto a quelli di centrali di altro tipo, tendono a lievitare durante la costruzione, rendendo non più così conveniente la produzione di energia. Negli Stati Uniti, secondo le stime ufficiali, per la gran parte dei reattori costruiti, i costi effettivi hanno superato tre volte le stime iniziali. Lo stesso sta succedendo per l’EPR in costruzione in Finlandia. Il più grande gruppo energetico tedesco, E-On, afferma che un nuovo EPR può arrivare a costare “fino a 6 miliardi di euro”, esclusi i costi di smantellamento. Ancora maggiori sono le cifre di cui si parla negli USA, dove il Congresso ha introdotto, nel 2005, incentivi pubblici per oltre 18 miliardi di dollari per convincere gli investitori privati a tornare al nucleare ed evitare il crollo del settore. Tutto ciò accade mentre Enel dichiara alla stampa che l’Italia costruirà le sue nuove centrali con 3-3,5 miliardi di euro l’una, un’affermazione del tutto incoerente rispetto a quelle che circolano in altri paesi. Ma di queste informazioni, necessarie per un dibattito democratico, e una reale tutela del cittadino, non vi è traccia, così come nessuna voce alternativa trova spazio per esprimersi.
L’impossibile gestione di lungo termine delle scorie nucleari.
Ogni impianto nucleare produce un quantitativo di scorie e gran parte della centrale stessa, a fine vita, diventa una scoria da conservare per tempi lunghissimi. Nessun Paese, compresa l’Italia, dopo 60 anni di storia del nucleare, ha ancora trovato la soluzione per la gestione di lungo termine delle scorie. Si tratta di controllare per 2-3 secoli quelle a vita media e per decine di migliaia di anni quelle a vita più lunga. Chi potrà garantire questo processo nel tempo? Oltre a rappresentare un costo rilevante e poco calcolabile, la gestione di lungo termine delle scorie è un’eredità velenosa che lasciamo alle generazioni future.
La vera energia pulita.
Visto che il nucleare ha attualmente basse emissioni di gas a effetto serra, i suoi sostenitori lo presentano come l’unica alternativa credibile e realistica ai combustibili fossili. In realtà, il nucleare è una falsa soluzione al contenimento delle emissioni di CO2: i reattori presenti nel mondo forniscono solo una quota inferiore al 6,5 % dell’energia consumata dal pianeta, e due terzi di quest’energia è persa nell’ambiente come calore di scarto. Raddoppiare il numero degli impianti per diminuire le emissioni è impensabile perché vorrebbe dire inaugurare una centrale ogni due settimane, con costi di investimento inaffrontabili. A tutto ciò va aggiunto che le risorse di Uranio, “ragionevolmente sicure”, sono pari a circa 3,3 milioni di tonnellate. Agli attuali livelli di consumo, questo può garantire il funzionamento delle centrali nucleari 50 anni, comunque non oltre 70 anni, se si considerano anche le riserve “stimate”. Costruire nuovi impianti significherebbe dimezzare la disponibilità di Uranio da 70 a 35 anni. Basta pensare che gli impianti di terza generazione, gli EPR sono progettati per durarne 60 per comprendere che non è una soluzione definitiva.
Attraverso il Rapporto “Energy [R]evolution” presentato nel 2007, Greenpeace ha dimostrato come il crescente fabbisogno mondiale di energia può essere soddisfatto
da fonti rinnovabili e misure di efficienza energetica, facendo a meno del nucleare già nel 2030. Mentre il programma nucleare del Governo vale 50 miliardi di kilowattora all’anno, la combinazione di energie rinnovabili ed efficienza garantisce circa 150 miliardi di kilowattora all’anno, praticamente il triplo. Si tratta di una vera rivoluzione, ma alla portata di tutti, sostenibile ed economica. E, soprattutto, non compromette il futuro delle prossime generazioni a cui non saranno lasciate scorie in eredità.

Io ho firmato la petizione di Legambiente

sabato 25 luglio 2009

"Il reporter è l'occhio, lo scrittore la mano e un po’ di mente, il giornalista l'occhio e un po’ di mano, il poeta il cuore, il narratore lo stomaco."
Ma è forse giunto il tempo di generare un mostro a più mani e più occhi, un tempo in cui chi scrive possa invadere, coinvolgere, abusare di ogni strumento. Questo è il compito dello scrittore che si occupa della realtà e scrive per mezzo di essa. Le parole continuano ad essere fondamentali, ma la solitudine di chi scrive e la pericolosità della parola sono ancora enormi.


mercoledì 22 luglio 2009

Milano 1° giorno

Non è che saranno chissà quanti i giorni qui. Per fortuna domani riparto. Per fortuna ho questa scusa per non consumare tutte le ferie. Però di lavorare non ne ho davvero più voglia. Saichenovità! E chi ne ha voglia?? Io però davvero non ho più stimoli. Devo cambiare. Eppure è passato solo un anno ma quest'azienda non mi ha mai dato il priscio necessario ad affrontare questo lavoro. Nemmeno il primo giorno: volevo già scappare. E di solito uno almeno all'inizio è stimolato dalla "cosa nuova". Io no. Ne ho bisogno adesso: aria nuova, gente nuova, qualcusa che almeno finga di animarti.
Tra mezz'ora devo essere in aula. Il tempo di bere il mio caffè, richiudere il piccolino, e fare una sana e abbondante pipì che, adesso, ci sta proprio bene!

sabato 18 luglio 2009

Viaggio a Roma, 1° giorno

Passato il viaggio e il vomitino mattutino, rimane la nausea e lo scombussolamento di stomaco e altro che non sto a raccontarvi. C'è ancora la rabbia di quello che mi ritrovo a fare costretta dai suoi consueti cambi di idea repentini e sempre nei momenti meno opportuni.. cioè quando IO non posso più far niente e sono messa con le spalle al muro.
Ma questa è un'altra storia. Siamo qui da LV, abbiamo pranzato, chiacchierato e adesso siamo pronti per uscire. Bello scrivere sul pc da questo terrazzino.
Ma abbiamo un sacco di case da fare e anche da far vedere a Julie. Poi stasera abbiamo optato per il concerto. Mella ne è entusiasta. Sembra. Ha optato lei in fondo.
Intato il bruciore di stomaco non passa. E non passa niente.
Voglio che il cinismo entri dentro di me.

venerdì 17 luglio 2009

Devo fare un mucchio di cose oggi. Ma come mi piace oziare...!
Domattina si parte per Roma, c'è il battesimo di Filippo a San Pietro.. devo trovare qualcosa di non scollato e non scosciato da indossare!
E poi domani Mariella arriva a 40.. e dobbiamo pensare a un modo carino di festeggiare: c'è il concerto di Michele e lei ne è entusiasta, ma forse logisticamente non è il massimo come scelta, poi ci sarebbe la spaghetteria fantastica.. e poi pare che LV abbia un po' di idee carine.
Mariella sarà anche contenta del regalo (voglio ben sperare!!!). Spero che anche Julie si diverta in compagnia di noi vecchietti (anzi loro, perchè io sempre bambina sono).
Oggi però c'è la banca, il lavoro alle 17:30 per un'oretta, la grigliata da Liliana, gli abiti da scegliere non solo per me, lo zaino da fare, le cose da ricordare.. si perchè c'è altro ma la vecchiaia avanza.
e intanto pascolo in rete senza nemmeno unaa doccia (una lavata di faccia si).
Stanno scaricando la cucina al DiFino.. ed è uno spettacolo niente male.. mi sa che vado a trovarlo mentre gliela montano!!!!
Sto un po' scoglionata per il pranzo.. ma tanto dura poco. E i capelli? Che devo fare a sti capelli?? Niente va, ci penso al party della coozia a renderli decenti! Che dite argento va bene come colore?

domenica 12 luglio 2009

appunti per un film sulla lotta di classe

È un insieme di appunti che ho incominciato a prendere per una storia della lotta di classe oggi. Una volta le persone che appartenevano alle diverse classi sociali avevano anche culture diverse. Il ricco suonava Mozart, il povero ballava il saltarello. Oggi è possibile che sentano entrambi De André o D’Alessio, oggi la differenza è solo nei soldi.
Così ho incominciato a raccogliere storie per capire cosa è rimasto della coscienza e dell’identità nell’appartenenza a una classe e mi è sembrato che in particolare nel lavoro precario si aprisse una vera voragine. [...]

Ma per uscire dal mondo delle ombre bisogna imparare a attraversarle. E uno che si impara a oltrepassare le ombre può attraversare anche i muri di cemento armato. Può attraversare le porte anti-panico senza spingere sui maniglioni rossi. Scendere per strada attraverso i muri delle villette controllate dall’allarmi, attraverso le banche videosorvegliate. Attraversare i muri delle zecche, che fanno bene a chiamarle zecche perché servono a succhiare il sangue alla gente. Può attraversare i parlamenti dove tutti smetteranno di parlare. E le guardie giurate giureranno che non è colpa loro. Diranno che “i servizi di sicurezza non servono più. Come un macellaio in un mondo di vegetariani, come un assassino nel camposanto”. Una guardia cercherà di fermarlo, ma lui attraverserà pure quella guardia con tutta la sua divisa. La guardia che dirà che “non vale! Questa è magia.

E lui gli risponderà che “non è magia, è lotta di classe”.

Ieri sera ho rinunciato a Caparezza.. si può fare eccome, per sentire Ascanio Celestini (e ricevere il suo sorriso e il suo saluto.. che carino che è!)

sabato 11 luglio 2009

il vizio dell'amore

Capita a volte in un pomeriggio di sole, ma di jet lag e sonni vari, che non portano a mare, ma a oziare sul divano con le finestre chiuse per non far entrare la luce.. dicevo capita a volte che tra i soliti DVD che girano tra i pollici di tutti da sempre, si riesca a trovarne uno che in quel momento ispiri (eppure sono tutti interessanti e la maggior parte mai visti!).
E così ci siamo trastullati con questi monologhi al femminile, con attrici con la A maiuscola.
Appena finisco Saviano, forse, mi leggo codesto libro saltando i racconti visti in video. Credo

giovedì 9 luglio 2009

Che cosa fareste se non aveste paura?

Perciò il baol affronta il pericolo con animo sereno.
Poichè sa che oltre alle brutte sorprese esistono a volte le belle sorprese, e può succedere che ciò che sembrava funesto sarà invece propizio
.

Se ieri ero un tantino negativa. Oggi cerco di vedere il lato positivo delle cose.

mercoledì 8 luglio 2009

dalla padella alla brace

Oggi ho detto si.
Bella questa cosa che loro si prendono tutto il tempo per farti una proposta lasciandoti nel limbo per settimane e settimane.
Bello che questa proposta venga cambiata e notevolmente peggiorata nel giro di 24 ore.
Bello che io abbia solo 2 giorni per rispondere.
E cosa devo rispondere?
Che voglio di nuovo fare le valige e andarmene?
Che sono disposta a ricrearmi una casa e una vita a 1000 km di distanza?
Che voglio di nuovo buttare all'aria la serenità conquistata in questo anno qui non CarTonio?
Certo che no.
Allora cosa faccio? Butto all'aria 10 anni di lavoro. Di conquiste fatte con sacrifici. E torno a una condizione economica uguale a quella che avevo anni prima di accollarmi un mutuo, a un inquadramento che avevo anni fa.. e soprattutto non torno a una professionalità precedente.. no perché quello che vado a fare non l'ho mai nemmeno fatto. Nel senso che 10 anni fa ho iniziato facendo già altro, diciamo che avavo più soddisfazioni allora .
Per non parlare dei km che dovrò macinarmi ogni giorno. Del tempo in più che perderò nel viaggio, e del fatto che mi hanno fatto ben intendere che (nonostante il mio stipendio si sia ridotto di 1/3) dovrò lavorare molto più di prima... 6 giorni anziché 5. Ma a questo penseremo dopo. Perché vabbene farmi a tappetino per la crisi che c'è.. ma dopo vedremo se potranno sfruttarmi a tal punto! Ecco diciamo che uno di solito rinuncia alla fantomatica "carriera" per guadagnarci in serenità e tempo a disposizione.. ecco a me peggiora tutto!
Sono schifata, delusa, demotivata e con 400 euro al mese in meno nelle mie tasche.
Sono venale in questo post.
Scusate, ma il mio mutuo non me lo paga mamma, e io non riesco ancora a vivere di sola aria e amore. E soprattutto non voglio continuare a vivere di solo lavoro dalle 7 della mattina alle 10 della sera.
Basta.
Questo deve essere l'anno del cambiamento.
Qualcosa deve cambiare.

domenica 5 luglio 2009

il cassetto della cucina

"Nella grande cucina disordinata c’era un cassetto. O meglio, ce n’erano tanti, ovviamente, ma se qualcuno diceva: “ La corda è nel cassetto in cucina”, tutti quanti capivano. Magari poi succedeva di non trovarcela dentro, la corda. Quello sarebbe stato il suo posto, insieme a quello di un’altra dozzina di cose utilissime che non si trovavano mai: cacciaviti, forbici, nastro adesivo, puntine da disegno, matite. Cose del genere si cercavano prima di tutto nel cassetto, e poi dovunque. Il reale contenuto del cassetto era in effetti difficile da determinare; oggetti non sistemabili in base a una logica, cosucce inutili, ma che nessuno aveva cuore di gettare via, aggeggi che un giorno, chissà, si sarebbe anche potuto aggiustare. [...]"

giovedì 28 maggio 2009

tanto pensato mai concluso.

Riscrivo.
In questi giorni le parole nella mia testa sono state tante. Ma metterle giù mi è risultato difficile. E lo è ancora oggi. Ma anche questa è una cosa che se non fatta mi sembra di non aver fatto tutto quello che potevo per superare e accettare. A volte mi sento in colpa a stare così. Perché c'è chi sta peggio. Perché non lo vedevo da quasi 10 anni. Ma il tutto mi fa male. Così è e non ci si può far niente.

02/07/09 alle 10.22
Quando ho scritto queste prime parole era il primo giorno in cui riaccendevo la radio la mattina, in macchina, per arrivare a lavoro. E' stato più forte di me, non volevo ascoltare musica, non volevo ridere delle uscite di Dose e Presta, non ci sarei riuscita per la verità.

Poi è arrivato anche il trigesimo, occasione che mi ha permesso di liberarmi un po'.

Ma la foto sul comodino c'è sempre, e anche se la vita non cambia, c'è sempre qualcosa in sospeso che non da' pace. E mai forse ne darà.

Ecco se ne vanno di nuovo, forse perché sono troppo personali..
e anche perché quel groppone che sale non mi fa vedere bene il monitor.

Vorrei non lo avessi mai fatto, mi chiedo perché non ti sei dato un'altra possibiltà, perché la tua resa è stata così drastica. Non mi importa sapere cosa ti struggesse a tal punto. Cioè mi importa relativamente alla giustizia che deve essere fatta. Di te mi importa che non ci sei più, che l'hai deciso tu, e che non è giusto, hai sbagliato, e ci tocca perdonarti questo errore senza poterci far nulla. Mi importa che non stessi bene, mi importa che non hai potuto stare meglio, crearti il futuro che desideravi.
l'impotenza
il vuoto
il non futuro
Oggi voglio lasciare un ricordo su internet di te. Lo faccio per me credo. Perché ti voglio bene, perché quando penso a te mi viene solo la tua faccia da schiaffi sorridente, le tue bretelle, i tuoi papillon, le tue gambe da calciatore, i tuoi abbracci, il tuo volermi bene, il tuo essere stato per me un fratello nel vero senso di questo termine. Un fratello maggiore.

Senti Michi sono tante le cose che vorrei dirti, tante la hai già sentite dai miei pensieri.
Altre te le racconterò ancora, magari di nuovo con una rosa gialla davanti a quel pezzo di marmo con sopra la tua faccia da schiaffi. E ne meriteresti tanti: tanti schiaffi e tanti abbracci, come quelli di troppi anni fa, se li ricordi.

Io penso di si.
Un bacio testina.


mercoledì 13 maggio 2009

Una foto sul mio comodino, è stata la prima cosa che ho fatto oggi, dopo la prima scaricata di pianto della giornata. Non so perchè l'ho fatto. Niente serve a niente quando ormai non si può tornare indietro. Le parole non sono parole, i pensieri non sono pensieri. Le lacrime sono acqua. Ti voglio bene Michele, come sempre. cercherò di perdonartela questa. Sperando che tu adesso stia davvero bene.

martedì 28 aprile 2009

e meno male ..

.. che non voleva intromettersi. Ci mancava pure questa: altri soffocamenti e altre ansie. Non capisco perché me la devo sbrigare da sola. Non voglio, non mi va, non voglio proprio affrontare l'argomento con altre persone. E così ho finito il mio ultimo giorno di ferie in questo modo. E il mio capo che mi sostituisce in tutto e per tutto e fa che anche altri si sostituiscano a me. Massì.. e io che mi ansio. Ma per cosa! Io mi apro un'attività. Mi serve solo qualcuno che mi presti dei soldi.

Milano, quarto giorno.

Che poi era ieri il quarto giorno. Adesso sono già a casa. Con lo stomaco in subbuglio per i problemi a lavoro. Quanta ansia, troppa. Non basta lavorare 12 ore al giorno come un mulo (e non certo con l'idea di un direttore coi tacchi a spillo che si occupa solo di relazioni sociali e di dare ordini e controllare il lavoro altrui), non avere week-end, non avere la certezza di rimanare a casa, eccetera eccetera. Devo pure stare con l'ansia del negozio che non va, che non è in assetto. Di me che non dovrei prendermi ferie o addirittura giorni di  riposo. Ma io a questo non ci sto. E non è che non ci sto con quella serenità di chi dice "macchissenneffrega". Non ci sto con le ansie e le paure perchè a me lavorare male e non essere nè rispettata nè stimata non mi piace. La stima non me la merito per come vanno le cose. Ma il rispetto si. E poi io per quanti esami di coscienza mi faccia, non riesco a spiegarmi com'è che solo qui non lavoro bene. Non sono quella che conosco. Non mi viene più. Non qui. E adesso perchè ho parlato di questo?
A saperlo. 
Eh si, starò esagerando co' 'sta storia dei designer... però passateli voi 4 giorni così a Milano. Tutto insieme, tutto in una botta. Non ho fatto nemmeno un secondo di shopping (ah si gli stivali ma.. aspettavamo Danilo alla fermata dell metro e mentre Cartonio legge un giornale io..)

domenica 26 aprile 2009

Milano, terzo giorno.

Oggi mi sento un desainer.

Milano, secondo giorno

Oggi ci siam fatti la fiera, il salone del mobile. Mbah. Cartonio dice che abbiamo risparmiato 20 euro a testa. Io dico che abbiamo evitato di buttarli. Ma no no, non è che fosse brutto o poco interessante. Ma dico che 20 euro sarebbero stati una cifra esagerata. Sono una cifra esagerata. Ah si. domani è gratis per tutti. Mbha anche qui. Ci sarà il putiferio. Per ora son troppo assonnata per segnalarvi qualcosa in particolare. Certo a me è interessato solo il satellite.

sabato 25 aprile 2009

venerdì 24 aprile 2009

E che faccio. Scatto foto  col pc. E ovviamente nelle foto ci sono io che ci sto davanti al pc. Sarà il taglio nuovo. Devo abituarmici eh. 
Milano. Casa di Danilo. OOps.. laboratorio. Sarebbe bello viverci. Io dico.
Ma in fondo casetta mia è così su misura per me (per ora).
Dicevo siamo qui. Abbiamo mangiucchiato e chiacchierato. Tanto, come sempre. Dopo abbiamo un aperitivo e poi si vedrà.

giovedì 23 aprile 2009

cambio?

Carico il portatile perché mi segue in questo viaggetto fuori porta al salone del mobile. Sono un po' nervosa. Un po' il lavoro, sempre peggio. Un po' la partenza. Non so perché. Solo il timore di dimenticare qualcosa di "fondamentale". Forse. Ma poi si parte e inizia solo l'eccitazione. Meglio: l'eccitamento. Oggi mi sono dedicata allo sfoltimento:.un po' quà un po' là, e il risultato mi sembra un po' strano. Adesso ho fame. sono semi rimasta bloccata in casa oggi, ma poi anche se fossi uscita, dove sarei potuta andare? Ho fatto la mini valigia. Niente scarpe, niente pantaloni. Solo magliette di ricambio, pigiama e beautycase. Ho poco da  raccontare di me. nel senso che ho poce tempo per farlo. ecco diciamo che il bisogno è decisamente minore. Ci sono altre cose adesso. E va bene. Amicizie ancche, gente e posti nuovi. Luce. E sempre tante ansie. Ma solo per il lavoro. Le più grosse dico. 

mercoledì 22 aprile 2009

La Decrescita Felice


La decrescita è elogio dell’ozio, della lentezza e della durata; rispetto del passato; consapevolezza che non c’è progresso senza conservazione; indifferenza alle mode e all’effimero; attingere al sapere della tradizione; non identificare il nuovo col meglio, il vecchio col sorpassato, il progresso con una sequenza di cesure, la conservazione con la chiusura mentale; non chiamare consumatori gli acquirenti, perché lo scopo dell’acquistare non è il consumo ma l’uso; distinguere la qualità dalla quantità; desiderare la gioia e non il divertimento; valorizzare la dimensione spirituale e affettiva; collaborare invece di competere; sostituire il fare finalizzato a fare sempre di più con un fare bene finalizzato alla contemplazione. La decrescita è la possibilità di realizzare un nuovo Rinascimento, che liberi le persone dal ruolo di strumenti della crescita economica e ri-collochi l’economia nel suo ruolo di gestione della casa comune a tutte le specie viventi in modo che tutti i suoi inquilini possano viverci al meglio.
Maurizio Pallante

martedì 21 aprile 2009

Si è spento Ballard

"Ho sempre scritto sul cambiamento, questo a partire dagli anni Cinquanta, quando vennero introdotti tutti questi elementi della modernizzazione: la televisione, i media di massa, i supermercati, le tangenziali. Sentivo un irresistibile bisogno di scriverci sopra. Cambiamento: ecco la cosa che fonda la fantascienza". 

 "Situazioni come quelle prefigurate in Crash o in Condominio sono ormai quasi moneta corrente. Non tanto però nella forma di esplicite esplosioni di violenza, come nei miei romanzi, quanto piuttosto di aggressività latente. Le persone continuano a svegliarsi al mattino, a salire in macchina e ad andare in ufficio. Le uniche cose eccitanti ormai succedono solo nella testa delle persone. Luogo assai pericoloso". 

sabato 18 aprile 2009

venerdì 17 aprile 2009

può il cielo finire qui ci pensi si no i fiori recisi ancora profumano ci credi si no può il mare fermarsi prima dell'orizzonte vedi si

Io sperai di esser tra quelli
che camminano le vie ribelli
stelle di stelle
sudici eroi
Quei cialtroni degli artisti
scopatori pederasti tristi
incantatori aquilonisti
egoisti
Quelli che qualcuno cresce
al riparo dalla realta'
fuori dai guai
senza un'eta' soli
Quelli che son tutto e niente
che non vivono mai veramente
ma neanche poi
muoiono mai
Io in che parole fuggiro'
polvere e sere corse via
dentro un bicchiere
clessidra che butto giu'
Può il cielo Come un timbro dolce e agro
finire qui si stacco' da quel suo corpo magro
ci pensi e un fumo blu
si l'accarezzo'
no
I fiori recisi ancora Stanco jazz nello sgabello
profumano madre il suo microfono cullo'
ci credi e ci soffio'
si suoni d'uccello
no
può il mare fermarsi prima Nelle pieghe delle mani
dell'orizzonte sciolse il tempo con monotonia
lo vedi sempre cosi'
si fu questa mia..   
no.. può mai una storia.. sfuggire 
     storia
Spinse tutto il fiato in gola
se tu non vuoi.. e una lunga ruvida parola
morire  e il mondo lì
senza di noi
senza di noi
Anche le stelle bruciate lassu'
Anche le stelle bruciate lassu'
dal palco scesero 
viaggiano per l'eternità
a popolare i sogni della gente
a illuderci negli occhi che
si spense il viso
per sempre c'è
il suo sorriso
una luce
su chi non sa più
e la voce
cantare

mi domando e dico:

non sarebbe stato ovvio, o per lo meno molto bello, come gesto, se quella sottospecie di papa che ci ritroviamo avesse celebrato lui i funerali a L'Aquila? O per lo meno ci fosse andato, o se non ai funerali.. subito, essere lì con chi ha bisogno di sostegno... ma.. cos'è un papa? Forse mi sfugge qualcosa...? "é prevista la visita del pontefice per il 1° Maggio".. se tutto va bene intendo dal tono di voce della giornalista che alla radio da' la notizia..
Aborro questi pensieri...

Ringrazio questo blog per l'immagine.. e non solo!

martedì 14 aprile 2009

credo di poter dire: il mio preferito (magari insieme ad altri ecco!)

James G. Ballard, uno dei massimi rappresentanti della fantascienza inglese, è nato a Shangai nel 1930. Durante la seconda guerra mondiale è stato internato dai giapponesi in un campo per prigionieri civili e separato dai genitori. Da questa esperienza Ballard ha tratto un magnifico racconto nero e, in seguito, il romanzo autobiografico L'impero del sole, portato male sul grande schermo da Steven Spielberg (che, come personalità artistica, è l'antitesi di tutto ciò che è ballardiano).
Arrivato in Inghilterra alla fine della guerra, nel 1946, si avvia allo studio della medicina, ma non si laurea. All'inizio degli anni Cinquanta presta servizio nella RAF e scopre la fantascienza; nel 1956 pubblica i sui primi racconti. Ma il suo approccio al genere è quantomeno singolare: infatti, come sottolinea David Pringle, "Ballard evita i temi classici della fantascienza come i viaggio nello spazio e nel tempo, gi extraterrestri e i poteri della mente e preferisce descrivere la decadenza e le catastrofi del fututo prossimo".
Tuttavia, con l'eccezione del primo romanzo (Il vento dal nulla), non si tratta di catastrofi tradizionali,anch'esse luogo comune nell'universo fantascientifico dai tempi di wells. La loro caratteristica fondamentale è di piacere ai protagonisti: così l'eroe di Deserto d'acqua si compiace della spaventosa inondazione che ha sommerso la terra e del capovolgimento climatico che ne consegue, scorgendovi una sorta di desiderio del tempo di tornare indietro e cristallizzarsi, e soprattutto il trionfo del tempo psochico su quello fisico. L'attenzione di Ballard per il paesaggio è l'altro elemento essenziale della sua narrativa: le catastrofi, naturali e non, permettono l'instaurarsi di un nuovo tipo di ambiente che allaccia ambigui ma profondi legami con l'immaginazione dei personaggi.




Ecco perché adoro questo autore. Questa è la prima parte dela prefazione di Terra bruciata. Un libro che mi appresto a leggere nonostante le pagine ingiallite. Per fortuna che ci sono loro, quelli che fanno le prefazioni (in questo caso un certo Giuseppe Lippi), quelli che sanno scrivere. Per fortuna ci pensano loro a esprimere quello che io altrimenti non saprei.

sabato 11 aprile 2009

Beati i costruttori di pace*

Chi state servendo: il bene comune o la carriera personale? Il popolo o lo stemma? Il municipio o la sezione? Il tricolore o la bandiera del partito? 

Il futuro è nelle radici. 

martedì 31 marzo 2009

C'è un tempo in cui le cose girano.
Venerdì è iniziato tutto con un pianto.. e un orologio.
Per fortuna è continuato con un dono: menhir (mi sembra).
E poi con tanti altri doni: bella gente cioè.
Sabato, che dire, mi dispiaceva solo dover lavorare la domenica e non poter far tardi. E' raro che sia Tonio a raggiungermi da Morfeo. E' strano trovare solo il lunedì mattina gli avanzi di una festa creata sabato. 
Ma domenica era impossibile notare qualcosa: solo lavoro e poi concerto... concerto??? mica un concerto: il concerto.
E lunedì sera ne vogliamo parlare?
Troppo bene sto. Con voi, con te, con me. 
Durerà? Quando, come e dove rovineranno la mia vita?

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